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Per il diritto alla salute e per il valore del lavoro.

 

I dati allarmanti che emergono dalle ultime ricerche sulla sanità italiana –13,6 milioni di rinunce alle cure, 2,6 milioni di migranti sanitari, 1,7 milioni di cittadini costretti a indebitarsi non sono una casualità. Sono il risultato diretto e prevedibile di un decennio di scelte politiche mirate a smantellare il Servizio Sanitario Nazionale, spiega Andrea Donniaquio segretario nazionale del Sindacato del Nord, trasformandolo da diritto universale in un privilegio per chi può pagare.

I lavoratori della sanità, riscontano quotidianamente durante la loro attività professionale le cause di questo collasso:

SOTTO-FINANZIAMENTO PERSISTENTE: Con il 6,5% del PIL destinato alla sanità, l’Italia è fanalino di coda in Europa. La Legge di Bilancio 2026-2028, nonostante le retoriche rassicurazioni, avalla questa linea. I 13 miliardi reali in meno stimati da Gimbe sono il buco nero che inghiotte la salute pubblica. Non ci sono giustificazione: è una scelta politica.

SVUOTAMENTO DEL PUBBLICO A FAVORE DEL PRIVATO: Mentre il pubblico soffoca, si assiste a un flusso costante di risorse pubbliche verso la sanità privata, che nel 2023-2024 ha incassato oltre 28 miliardi di euro di soldi pubblici (più di un quinto della spesa totale). Si finanzia un sistema parallelo, a bassa complessità e alto guadagno, che “screma” i casi semplici e lucra sui tempi d’attesa che la politica stessa ha creato, lasciando al pubblico il carico della cronicità, delle urgenze e della alta specialità a costi inaccettabili.

EMERGENZA PERSONALE NON PRESO IN CONSIDERAZIONE: La manovra ignora del tutto l’emergenza senza precedenti di personale: 35.000 medici e 65.000 infermieri mancanti. Ogni posto vuoto, ne consegue, è un servizio negato, una lista d’attesa che si allunga, un carico di lavoro insostenibile per chi resta.

SCELTE DI PRIORITÀ VERGOGNOSE: Mentre si promette “austerità per tutti” e si tagliano risorse per la salute, si prevede di raddoppiare gli investimenti in armi entro il 2027. Soldi sottratti alla sanità, alla scuola, al welfare. Il Sindacato Del Nord si domanda: qual è la vera priorità per la sicurezza dei cittadini? I carri armi o gli ospedali funzionanti?

Per questi motivi, il Sindacato Del Nord CHIEDE CON FORZA:

UN PIANO STRAORDINARIO DI ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO per coprire urgentemente i 100.000 posti di medici e infermieri mancanti, con contratti dignitosi e salari adeguati alla responsabilità del lavoro.

STOP AL DEFLUSSO DI RISORSE PUBBLICHE VERSO IL PRIVATO ACCREDITATO. Le risorse devono essere impiegate per potenziare le strutture pubbliche, unico garante del principio di universalità e equità.

UNA CAMPAGNA DI LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE con obiettivi stringenti, i cui proventi siano interamente destinati al finanziamento del SSN, della scuola e del welfare.

AUSPICHIAMO, spiega Andrea Donniaquio segretario nazionale del SI.NORD. un pieno federalismo sanitario garantendo una maggiore autonomia finanziaria alle regioni, mantenendo tuttavia un fondo perequativo nazionale per garantire l'equità, come previsto dall'art. 32 della Costituzione.

Non possiamo più accettare che il sacrificio dei cittadini e l’usura del personale siano la variabile di aggiustamento di bilanci distorti da scelte politiche miopi e ingiuste.

La sanità pubblica, universale e solidale, non è un costo. È un pilastro della democrazia e della civiltà di un Paese. Noi del Sindacato Del Nord, siamo pronti a mobilitarci in sua difesa, insieme ai cittadini, perché difendere il SSN significa difendere il futuro di tutti.


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