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"Il lavoro non si tassa, si libera!"

 

«Uomini e donne del Nord, lavoratori di tutta Italia! Ascoltate bene, perché qui si parla della nostra pelle, del nostro sudore!

Una volta la battaglia era contro i ministeri romani che bloccavano i nostri artigiani e le nostre fabbriche. Oggi i burocrati hanno cambiato faccia, ma il vizio è lo stesso! Oggi si riempiono la bocca di "transizione digitale", di "intelligenza artificiale" e di contratti verdi, ma intanto chi lavora onestamente non arriva alla terza settimana del mese! La crisi dei prezzi e delle bollette si mangia gli stipendi, e lo Stato cosa fa? Guarda, mette altre tasse e scarica la burocrazia sulle spalle di chi alza la serranda ogni mattina!

Ci dicono che il mondo è globale, che dobbiamo adeguarci. Ma adeguarci a cosa? Al fatto che i nostri giovani, dopo aver studiato e fatto sacrifici, debbano scappare all'estero perché qui gli offrono contratti precari a termine o stage a zero euro? Questa non è modernità, questa è un'ingiustizia che grida vendetta! Un popolo che fa scappare i propri figli è un popolo senza futuro.

E poi c'è la barzelletta dei sussidi a pioggia! Noi lo abbiamo sempre detto: l'assistenzialismo distrugge la dignità dell'uomo. Il lavoro non si crea con i decreti o con i bonus inventati nei palazzi del potere per comprare i voti! Il lavoro lo creano le imprese, i negozi, le officine, se solo lo Stato smettesse di massacrarli con il cuneo fiscale e con riforme scritte da chi in vita sua non ha mai timbrato un cartellino o rischiato un soldo di tasca propria!

Vogliono sostituire l'operaio e l'artigiano con gli algoritmi? Va bene la tecnologia, ma la testa, le mani e l'orgoglio della nostra gente non si sostituiscono con un computer! Noi siamo quelli che hanno fatto grande questo Paese con le piccole e medie imprese, con l'economia reale, non con la finanza creativa o le piattaforme multinazionali che non pagano le tasse sul territorio!

Dobbiamo riprenderci il diritto di produrre, il diritto di guadagnare dignitosamente e di lasciare il frutto del nostro lavoro in tasca a chi lo produce! Basta contratti pirata, basta stipendi da fame e basta lacci e lacciuoli normativi che bloccano chi vuole assumere.

La nostra gente non chiede l'elemosina, chiede libertà di lavorare e di contare a casa propria! Schiena dritta e pedalare, perché il lavoro è libertà, e la libertà non si baratta con nessun bonus governativo!»

Il Segretario





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